Slow Darkness

Solo una breve traccia, un’estratto di qualcosa che non è mai stato. Un testo appena accennato, una storia incompleta.
Un po’ di Musica…

E’ stato proprio durante quel lungo viaggio che mi accorsi di lei, quella luce particolare che risaltava, esaltando.

Il profumo vanigliato leggermente troppo dolce ed un po’ artificiale. La meccanica degli eventi che mi portò in seguito ad osservarne le movenze mi fu, e lo è tutt’ora, sconosciuta.

Ma sedeva ad occhi chiusi, graffiandosi un braccio rigato da irritazioni nervose, pronunciando parole con le labbra sottili, incapaci di emettere suono.

Ciò che componeva l’ambiente in quell’istante subì un lieve tremolio che percepii con la coda dell’occhio.

Un piccolo sconvolgimento temporale distorse cose e persone, piegando lame di luce con un continuo riverbero sonoro.

Come un campana che batte lentamente, subendo il colpo sempre nello stesso identico punto, ogni volta, fino a lesionarsi, nell’intimo, fino a non sentire più nulla.

Così il senso si ruppe e tutto rimase modificato, mai fermo, in continua distorsione, manipolato da una visione.

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Per la colonna sonora si ringrazia Metal Dave, alias “Davide Scarpato”.

4 Risposte a “Slow Darkness”

  1. Come sempre, le tue “immagini” sono profonde, inquietanti… e splendide!

    Un bacione sul collo!

    Giovanna

  2. In questo caso merito dell’accompagnamento ;-)

    Grazie G! Ricambio!

  3. arissie Dice:

    Fiera di essere nel fan club del blog :)

  4. Hehehe, grazie, non lo pubblicizzo qui solo per un minimo di privacy. Fiero di essere seguito in questo percorso!

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