Ombra
Per la vostra gioia, ho deciso di condividere con voi, o con chi avrà voglia di cimentarsi in questa breve follia, una parte del mio libro… che culo eh?
Detto questo, “Ombra” è un estratto di capitolo di “Onirica Noir”, che da anni sto componendo, cancellando, smembrando, riassemblando, rileggendo, ascoltando… insomma, tutto ciò che finisce con “ando” (ma anche endo, lo so).
Ok, basta scherzi, Onirica Noir lo sto scrivendo da tutta la vita solo che non ne sono stato cosciente fino a tre anni fa, quando rileggendo tutto quello che avevo scritto, stralci, pensieri, poesie, canzoni, racconti, ho capito che molto di tutto ciò era collegato. Ognuno con la sua metrica, certo, ma come tasselli di un puzzle ho preso le parti, le ho girate e rigirate ed in fine (si fa per dire) collegate… non tutte, ne manca molto di lavoro, soprattutto da fare più che da completare. Un sottile filo conduttore però c’è e lo seguo, talvolta è luminoso, talvolta sbiadisce col sole.
Qual’è il mio genere di scrittura? Talvolta me lo chiedo, come se volessi collocarmi per forza da qualche parte… beh, non so se rientro in qualche canone o se sono un quadro senza cornice… libero… vorrei però esserlo… ci provo… anche se dimenticare le lezioni dei maestri e le loro parole a volte è difficile, soprattutto quando si lascia ragionare l’inconscio.
Detto questo, la risposta, o le risposte, cerco di contenerle nei TAG… per il resto fate voi.
Voglio precisare che è solo un piccolo estratto, probabilmente non definitivo… scusate il paragone che necessita di un telescopio astronomico per esser anche lontanamente intravisto, ed il Maestro non me ne voglia, ma Goethe ha impiegato una vita per “definire” il suo Faust. E se anche i grandi hanno bisogno di tempo… chi sono io per aver la presunzione di far meglio?
Date uno sguardo quindi, buona breve lettura!
Notte.
La stanchezza lasciva scorre lontana lasciando spazio al senso del dovere, al cuore. I miei sentimenti purificati dall’amore trovano sfogo nel mio compito.
Ho così tanto amato lei, i suoi piccoli e strambi sogni, la dolcezza della sua voce, l’aroma del corpo, il tuffare le mani tra i capelli lucenti. Il solo pensarla scardina i battiti del mio cuore facendomi perdere attimi, facendomi piegare a terra, dolorante, a toccare una strada sporcata da ogni passo umano con orrido sentore.
Un istante infinito in cui penso a lei, a quanto accaduto. Alla mia colpa. Che subito mi riprendo con saliva amara ad inumidire la bocca, distorta in un ghigno d’odio e rancore, pronto a seguire il programma, senza errori, per dimostrarle il sentimento supremo, per discolparmi… per avere di nuovo quel sorriso, per toccarne il fuoco.
Mi rialzo, senza alcuna fatica, freddo, un pensiero fisso gira davanti ai miei occhi, come un film muto, in loop, infinitamente, per imprimere nella realtà il destino.
Percorro lo stretto viale, tra i riflessi delle insegne fluorescenti dei locali notturni s’intessono tappeti di note elettroniche, ripetitive, danzanti. Le locandine incollate una sopra l’altra alle entrate porgono ai clienti il menù carnale della sera. Corpi discinti promettono piaceri effimeri di femmine tristi. Uno sguardo all’interno per scorgere sotto i riflettori occhi vuoti, e menti lontane ad anestetizzare la povertà della situazione, il poco valore della vita imprigionata tra le mani dalle grasse dita inanellate di vecchi maschi sudati. Il fetore del denaro aleggia costantemente abbracciato all’alcol colorato dei cocktail. L’orgia della depravazione seguita costante, senza soste.
E’ tempo di risvegli, è tempo di destare i dormienti dai propri sogni, è tempo di regalar loro un nuovo incubo
e sento
che la mia percezione del mondo s’amplifica, lo sento arrivare, mi sta chiamando
sta reclamando
ciò che ogni notte prometto allo specchio
ogni volta che
vedo.
Ed è quindi buio, seguito da luce e…
Ecco cosa manca,
quel metafisico senso d’incompleto fattosi incessante su di me.
Gioco con i colori come fossero plasmabili al mio tocco, e le parole luminose gioiscono eteree ed immobili.
Incontrastati i sogni
seguono la strada che dentro me s’amplia grave
Sento il suono delle particelle
scontrarsi con il mio spirito ribelle
e nel farsi chiave apre il mondo-bara che sopravvive senza senso,
come una melodia che incede nel suo ripetersi fino a raggiungere il termine dei toni.
Ed io?
Immerso nel buio rifletto deciso, e coincido le parti.
Un’altro tassello per completare il disegno sul pavimento
un’altro tassello mi mostra il prodigio
ed il sangue che scorre sulla pelle,
occhi semi-abbassati, lattescenti e vuoti illuminano le frasi che nel flusso si perdono.
Ecco i giochi di parole che tra le linee nascono,
ecco i giochi di parole che dal fondo del blu subiscono il peso
il peso greve dei ricordi
e lieve, rimembri giochi di lampi
odori penetranti e costanti
che t’entrano da ogni taglio sulla pelle e nella carne
la senti la musicalità dei miei pensieri?
Salgono fino ad accarezzare i tuoi sapori
che come fiamme accendono il cielo.
Tu che mi vedi non mi senti, eppur di vitalità ricopro il tuo cadavere violato
E numerose immagini in me ripercorrono attimi,
E numerose immagini nei tuoi occhi spenti scorrono,
io le guardo rapito
percependo
la folle
combinazione
degli e-v-e-n-t-i.
Coperta dalle tenebre la mia lingua scorre sul muro
&down il suono distorto del morto.
Io che copro il suo sapore
devasto il contrasto della pazza natura
Sono una distorsione mentale
Una deviazione
Delirante
Del senso e degli atti.
13 Maggio , 2009 a 09:27
COMPLIMENTI!!!
A quando la pubblicazione?
Io ho diritto a una copia autografata… Giusto, mio Signore delle tenebre?
Tienimi informata su i nuovi sviluppi.
Quando uscirà il libro posso intervistarti??? Mi prenoto fin da adesso… Voglio essere la prima!!!
Quante cartelle sono? Sono molti racconti?
BELLO, BELLO!
Saluti
Giovanna
13 Maggio , 2009 a 22:44
Beh dai, esagerata… una copia autografata è troppo, non so se potrò… ;-P
Scherzi a parte, sei troppo buona come sempre, hehehe… sammai accadrà il miracolo avrai una copia di sicuro, prima o poi…
Per il resto… beh il materiale è tanto, oltre alle revisioni digitali ho 2 blocchi scritti a mano e qualche moleschine
E tanto caos in testa.
Besos
(grazie ancora)
15 Maggio , 2009 a 19:14
La seconda me la prendo io, se ci sarà un viceversa ovviamente prenoto la tua
15 Maggio , 2009 a 19:25
Ecco brava, segnatelo… che altrimenti uso questo post come prova ;-P
20 Maggio , 2009 a 17:17
Buona serata… di scrittura! (Giusto?)
Bacioni
Giovanna
20 Maggio , 2009 a 17:53
Grazie
DI scrittura non lo so… è da qualche giorno che ho le intenzioni… manca il mettere in pratica, che comunque avverrà presto… solo voglio proseguire una cosa che non posso pubblicare qui.
Bisous
27 Maggio , 2009 a 13:55
Cucù… c’è nessuno???
Come procede il romanzo?
Baci
Giovanna
27 Maggio , 2009 a 14:04
Nessuno è uscito poco fa… l’hai mancato per poco… ;-P
31 Maggio , 2009 a 22:51
Eccomi!
Domando perdono per la lunga assenza, finalmente mi son trasferita a casa nuova ma ahimé non ho ancora la connessione lì ( e che i gestori telefonici si spiccino presto!). Mi è mancato leggerti!
Che dire?
Sai sempre stupirmi…
scrivi in un modo in cui potresti scrivere soltanto tu
Un caro saluto,
Noemi
16 Giugno , 2009 a 15:14
Ciao Noemi, grazie per le tue parole
. Ci si sente presto!
16 Giugno , 2009 a 10:06
Bentornato carissimo!!!
Tranquillo, ho risolto la questione “osteria”… Ho fatto un lavoro di fino…
Riposato in vacanza?
Bacioni
Giovanna
16 Giugno , 2009 a 15:19
Ho anche riposato si…
ma è da due giorni che praticamente non dormo, quindi, ehm… dovrei riposare… ma c’è un esserino peloso che mi morde i piedi…
PS: non è un Goblin.
PS2: Grazie della correzione.