Dead Can Dance
Ci pensavo stamattina, mentre ero in treno verso gli affari miei. E’ bastato chiudere un’istante gli occhi (dal coma, of course), per fare un salto indietro nel tempo. Mi è tornata in mente una sera d’estate di tanti anni fa, era il mio compleanno, il 13 luglio.
C’è una località in Toscana, tra le tante, dove per due fine settimana tutta la cittadina, che è un pezzo di medioevo perfettamente conservato, si chiude su se stessa, ma si apre al pubblico. All’interno delle mura la linea del tempo scorre indietro e gli abitanti scendono per le strade con le vecchie vesti, spegnendo le luci artificiali, accendendo le fiaccole, facendo musica dal vivo, spettacoli, con banchetti dove mangiare, bere e vedere ciò era un tempo la vita.
Si immagini quindi la sera, tra queste mura in cima ad una collina, le fiamme delle torce danzanti, i tamburi che cantano ritmi vagamente tribali, i profumi, i colori, le risa… la musica… la musica ad un certo punto divenne familiare… quel “Saltarello” che già conoscevo… che già ascoltavo da tempo… il gruppo perfetto per quel salto nel tempo… i “Dead Can Dance” (non live ovviamente, era un cd)… insomma, loro:
Ero con amici, era la mia età Dark… (perfetto per l’ambiente) dove noi vestivamo solo di nero, la maggior parte erano capelloni, chi neri, chi bianchi, catene e borchie, piercing e collari, tatuaggi ed occhiali scuri (si di sera…)… eravamo bellissimi… (anche oggi ;-P)… Insomma, ricorderò sempre la vecchina in quella bancarella che ci guardò con un occhio un po’ guercio, in quell’attimo di apparente panico disse… “i cavalieri dell’apocalisse…” effettivamente dei figoni da 1.85 di media potevamo sembrare…
Durante la serata la ritrovammo vagare per le strade di quella cittadina, come se avesse voluto la conferma… ci trovò… e ribadì il concetto… ( a me veniva da ridere).
Questo è quanto. I Dead Can Dance sono un pezzo della mia cultura musicale ed una colonna sonora per notti a lume di candela. Non da sesso ma da ascoltare, con idee da confrontare, piccole follie, arte.
Naturalmente quella notte, che terminò il giorno dopo verso mezzogiorno, conobbi una persona molto speciale, di cui poi mi innamorai, solo che quella volta ancora non lo sapevo.
17 Marzo , 2009 a 15:45
Assolutamente d’atmosfera, inaspettata e trascinante…come una storia d’amore
17 Marzo , 2009 a 15:47
Ammazza che velocità nel postare… l’ho appena appena messa
Se ti capita ascolta le canzoni con Lisa Gerrard… ti fanno sognare altre epoche. Tra l’altro è una cantantessa splendida.
18 Marzo , 2009 a 19:14
Un’incantevole descrizione di vita vissuta…
Meravigliosa la Toscana!
Giovanna
18 Marzo , 2009 a 19:18
Ciao! Sono work-in-progress con un testo nuovo
19 Marzo , 2009 a 15:17
La Toscana tra l’altro ha influito molto sul mio modo di esprimermi, sul mio italiano, la mia grammatica, oltre ai libri ovviamente. In fondo qui, c’è ancora una parvenza di italiano come si deve. Questo volevo.
19 Marzo , 2009 a 16:56
A riguardo il tuo discorso sulla lingua Toscana, mi viene in mente che Manzoni, scrivendo I PROMESSI SPOSI, andò a “sciaquar i suoi panni in Arno”… e il suo romanzo divenne un’opera immortale…
Cari saluti
Giovanna