Ne vale la pena
Pubblicato su Amici, Musica con i tagMusica il Luglio 23, 2008 da playwordsHello everybody.
Please check out the Vitaly teaser video for the new forthcoming album “Gothic Erothic”.
Hello everybody.
Please check out the Vitaly teaser video for the new forthcoming album “Gothic Erothic”.
A volte i test mi affascinano, a volte per ridere, a volte per capire i gusti delle persone… scopiazzo un po’ e incollo qua ciò che preferisco:
Ah, non ho voglia di formattare il testo.
ZERO) Beatles o Rolling Stone: Beatles
1) Bob Dylan o Johnny Cash? Ehm.. nessuno dei due.
2) Jimi Hendrix o The Doors? The Doors (ma non tutto)
3) Tom Waits o Nick Cave? Nick Cave
4) Sex Pistols o The Stooges? Naaaaa….
5) Depeche Mode o The Police? DEPECHE MODE!!!! Che confronto è….
6) The Cure o The Smiths? The Cure
7) Iron Maiden o Metallica? Tutti e due
OTTO) Sonic Youth o Nirvana? Nirvana
9) R,E,M o Radiohead? Entrambe
10) The Strokes o The White stripes? Mah… ancora non frequento…
11) Led Zeppelin o Black Sabbath? Poco entrambe… ma i Black Sabbat per simpatia.
12) King Crimson o Soft Machine? N0n frequento…
13) Pink Floyd o The Who? Pink Floyd
14) Gino Paoli o Luigi Tenco ? Ehmm… Tenco… una volta cantava la sigla di un cartone che mi piaceva, credo.
15) Rino Gaetano o Le Luci Della Centrale Elettrica? Rino Gaetano
16) Diaframma o CCCP Fedeli Alla Linea ? CCCP
17) Lucio Dalla o Francesco De Gregori ? Ehm.. nessuno dei due musicalmente, per i testi entrambe.
DICIOTTO) Fabrizio De André o Georges Brassens ? De Andrè.
19) Afterhours o Baustelle? Oh…ehm…
20) Elio E Le Storie Tese o Skiantos? Elio, ma non ascolto un gran che il genere.
21) Patti Smith o Television? La prima un poco…
22) Blondie o Cars? Nessuno dei due
23) Pere Ubu o The Residents? E chi minchia sono?
24) Japan o Ultravox? Ah.. poca roba degli Ultravox…
25) Joy Division o Bauhaus? Joy Division
26) Wire o New Order? New Order
27) Suicide o Devo? non conosco…
2OTTO) Einsturzende Neubauten o Cabaret Voltaire ? Einsturzende senz’altro.
29) My Bloody Valentine o Slowdive? My Bloody Valentine.
30) Smashing Pumpkins o Blonde Redhead? Smashing Pumpkins
31) Massive Attack o Portishead? Massive Attack
32) QUEEN O GUNS ‘N ROSES? Queen
33) PRINCE O MICHAEL JACKSON? Prince
34) KORN O DEFTONES? Deftones, e un pizzico di Korn in passato.
35) TOOL O NINE INCH NAILS? Nine inch nails ma anche i tool mi piacciono.
36) SLINT O TORTOISE? Eh?
37) MOGWAI O BELLE & SEBASTIAN? Nemmeno qui, non frequento.
3OTTO) UNDERWORLD O CHEMICAL BROTHERS? Chemical Brothers.
39) KINGS OF CONVENIENCE O IRON & WINE? Mah…
40) BJORK O CAT POWER? Bjork
41) NICK DRAKE O TIM BUCKLEY? Tim Buckley
42) BECK O DAMIEN RICE? Mmmm…
43) JEFF BECK O ERIC CLAPTON? Oddio… sporadicamente Clapton.. ma senza esagerare.
44) NEIL YOUNG O BRUCE SPRINGSTEEN? Nessuno dei due
45) JANIS JOPLIN O PATTI SMITH? Patti Smith
46) PEARL JAM O ALICE IN CHAINS? Tutt’e due
47) FAITH NO MORE O RED HOT CHILI PEPPERS? Pari.
4OTTO) FRANZ FERDINAND O BLOC PARTY? Franz Ferdinand, ma perchè li ho sentiti una volta.
49) RAGE AGAINST THE MACHINE O KYUSS? RATM.
50) PANTERA O SEPULTURA? Tutti e due.
51) SYSTEM OF A DOWN O QUEENS OF THE STONE AGE? System of a down
52) COLDPLAY O MUSE? Muse
53) BLOC PARTY O ARCTIC MONKEYS? Non me li ricordo…
54) FRANZ FERDINAND O INTERPOL? Beh.. ehm…
55) THE NATIONAL O YEASAYER? … ?
56) AEROSMITH O DIRE STRAITS? Dire straits
57) DAVID BOWIE O LOU REED? Bowie
5OTTO) BLUR O OASIS? Nessuno dei due
59) U2 O VELVET UNDERGROUND? U2
Una delle cose che più apprezzo in Linux è aprire il terminale e digitare un bell “xkill”… quando ce n’è bisogno ti fa star proprio bene. soprattutto quando si apre da solo un popup grande come lo schermo con la home di aruba e non ti consente di chiuderla o fare altro.
Cheppalle.
anche “killall” però è un comando interessante…
Lunga vita al terminale.
Come diceva un’amica, anni fa, prima che ci perdessimo di vista, in un suo grande racconto (il cui titolo è quello del post):
“Il rumore è una condizione inalienabile…”
- Roberta Mochi -
Una volta cominciai a scrivere un libro. Era da quasi un anno che non aprivo quel file…
Uno stralcio dell’inizio, da prendere come bozza ovviamente:
>>——>
Notte.
La stanchezza lasciva scorre lontana lasciando spazio al senso del dovere, al cuore. I miei sentimenti purificati dall’amore trovano sfogo nel mio compito.
Ho così tanto amato lei, i suoi piccoli e strambi sogni, la dolcezza della sua voce, l’aroma del corpo, il tuffare le mani trai capelli lucenti. Il solo pensarla scardina i battiti del mio cuore facendomi perdere attimi, facendomi piegare a terra, dolorante, a toccare una strada sporcata da ogni passo umano con orrido sentore.
Un istante infinito in cui penso a lei, a quanto accaduto. Alla mia colpa. Che subito mi riprendo con saliva amara ad inumidire la bocca, distorta in un ghigno d’odio e rancore, pronto a seguire il programma, senza errori, per dimostrarle il sentimento supremo, per discolparmi… per avere di nuovo quel sorriso, per toccarne il fuoco.
Mi rialzo, senza alcuna fatica, un pensiero fisso gira davanti ai miei occhi, come un film muto, in loop, infinitamente, per imprimere nella realtà il destino.
Percorro lo stretto viale, tra i riflessi delle insegne fluorescenti dei locali notturni s’intessono tappeti di note elettroniche, ripetitive, danzanti. Le locandine incollate una sopra l’altra alle entrate porgono ai clienti il menù carnale della sera. Corpi discinti promettono piaceri effimeri di femmine tristi. Uno sguardo all’interno per scorgere sotto i riflettori occhi vuoti, e menti lontane ad anestetizzare la povertà della situazione, il poco valore della vita imprigionata tra le mani dalle grasse dita inanellate di vecchi maschi sudati. Il fetore del denaro aleggia costantemente abbracciato all’alcol colorato dei cocktail. L’orgia della depravazione seguita costante, senza soste.
Oggi è il mio compleanno.
Ho tendenzialmente pensato la solita cosa che penso da una 15ina di anni.
Sarebbe stato meglio non arrivare a questo punto.
Spesso le cose vanno a rotoli.
Troppo spesso.
E mi sembra di avere tra le dita granelli di sabbia che sfuggono.
Posto qui quello che all’inizio voleva essere un commento in un blog molto famoso su quella storia del grembiule etc… avendo divagato m’è sembrato più giusto non occuparle troppo spazio, quindi:
“Ricordo di aver portato quel coso, alle elementari, anzi, ce l’hanno fatto portare, fino alla quarta se non ricordo male, o giù di lì. Nero, fiocco blu. Non penso per motivi politici, da quel che ricordo tutti lo portavano e punto, era una sorta di divisa. Non credo centrasse lo sporcarsi o cose del genere, mica era l’asilo. Ma sono ricordi talmente sottili che non potrei giurarci.
Il passaggio dall’averlo al non averlo non segnò certo un evento, d’estate si smise, e d’autunno non lo si rimise.
Non c’erano marche ch’io ricordi. Eravamo tutti troppo spensierati per pensare a queste cavolate, anzi proprio nel nostro mondo non esistevano. Si giocava e si andava a scuola perchè dovevamo imparare a diventare grandi, per la lavorare e perchè volevamo bene alla maestra.
Quanti insegnanti sanno farsi voler bene oggi?
Ricordo che le medie furono ben diverse, lì si c’erano le marche, ma le guardavano solo un gruppetto di ragazzine che potrebbero esser paragonate forse alle winx di oggi, tutto sommato meglio perderle che trovarle, e così fu.
Personalmente ero troppo impegnato a cercare di uniformarmi, senza riuscirci, al resto della classe; se fossi stato come loro non mi avrebbero forse preso in giro.
Impiegai quasi 3 anni a capire che non sarei mai stato così. Che ero a mio modo diverso. Ma parecchio diverso.
I professori non erano tutti male, il mito in assoluto era la professoressa di educazione artistica… che carattere meraviglioso aveva… faceva venir voglia di disegnare. Un tempo ci diede per compito a casa, un disegno libero… incavolato perché indeciso sul soggetto, aprii l’enciclopedia e da un’immagine di un’anatra ne feci un disegno. Abbastanza preciso.
Ci rimase male per come avevo ottimamente (per la mia esperienza) usato i colori, che sembravano “vivi”.
Per anni, dopo di lei, smisi di disegnare.
Il professore di educazione tecnica era compentente, estremamente serio, e fu il primo ad impartirci lezioni di educazione civica, anche se non era la sua materia.
Ci insegnò quello che gli operai avevano sofferto per poter avere uno stipendio, ci spiegò che cos’era un salario e come veniva pagato, ci spiegò come riuscirono ad avere una pensione, ed il supporto alla malattia.
Ci insegnò che in tanti morirono.
Ci insegno i primi rudimenti di comunismo.
Mi insegnò, facendomelo capire tempo dopo, che cosa voleva dire essere uomini nella società moderna, e per cosa fosse giusto combattere.
Il professore di matematica e scienze, era bravo… bravo e simpatico, ma era siciliano, e possedeva talvolta un accento abbastanza stretto.
Per me non era un problema, ma un gruppetto con scarsa voglia di studiare lo utilizzò come scusa alle riunioni di classe, dicendo ai genitori che non capivano cosa spiegasse. E i genitori si sa’, sono anche un po’ coglioni talvolta.
Sta di fatto che io, pur essendo una schiappa in matematica, e studiando veramente poco, mi appassionai alla geometria, e un po’ meno alla matematica, ma nelle sue materie riuscii ad avere una media sbalorditiva del “buono”.
Ad oggi l’algebra l’ho dimenticata.
Un giorno ci portò in gita, all’epoca si andava al massimo a 100 km dalla scuola, i soldi erano pochi e si spendeva delle 3 alle 5 mila lire.Pranzo al sacco.
Sulle colline del lago di Garda. Diceva che era possibile trovare fossili, allora, mentre ci indicava la tipologia di pietre che incontravamo, ci faceva prelevare quelle che secondo lui potevano essere pietre fossili, per poi farcele controllare nel laboratorio della scuola.
Non trovammo mai niente, ma ci fece fare qualcosa di diverso dopotutto.
La professoressa d’inglese la saltiamo. Difficile trovare qualcuno di più antipatico ed inadatto all’insegnamento.
Il professore di religione. Eh… la religione era solo una scusa per non fare niente (per noi ovviamente).
Chi manca… il professore di lettere/grammatica/educazione civica/geografia/laboratorio di teatro/e non ricordo cos’altro.
Beh, lui fa parte di quelle persone che mi hanno fatto odiare la scuola e quei tre anni che ritengo tutt’ora assurdi.
E’ per lui che persi fiducia nello studio, è per lui che sono stato ad un passo dal non fare le superiori, è per il suo non capire. Un cazzo.
Incentrato sul suo gruppetto preferito, sulle cose che piacevano a lui, ma dopotutto solo a lui.
Molti classici non li avevo mai sentiti nominare quando finirono le medie, ma fosse solo quello… non conoscevo nemmeno il 2% del panorama letterario. Parlando solo di nomi s’intende.
Un libro di grammatica, uno di antologia, con stralci che andavo a leggermi da solo perché in tre anni ne avremmo letto forse un terzo. Uno di educazione civica mai aperto, ma lui ci insegnava come funzionava il governo… proporzionale, e bla bla bla…
La geografia gli piaceva parecchio invece.
La cosa che però odiavo di più era l’obbligo a tenere un diario e l’obbligo di scriverci tutti i giorni almeno una pagina di quaderno piccolo. Che poi non era privato, una volta la settimana a campione lui lo leggeva e dava un voto.
Non sapevo mai che cosa scrivere, un po’ perché non avevo assolutamente nessuna intenzione di scrivere degli affari miei, e non potevo raccontare più di tanto quel che facevo a casa perché era quasi sempre tutto uguale.
All’inizio presi ad inventarmi dei sogni.
Ogni tanto un racconto breve senza tanto impegno.
Qualche volta mi inventai cose quotidiane.
L’anno dopo ed il seguente copiai a campione le pagine del primo anno. Non se ne accorse mai.
Fortunatamente finirono le medie nello sbando più totale ed il desiderio di mandare tutte le scuole affanculo per andare a lavorare.
Fu mio papà a farmi cambiare idea. Mio papà. Operaio.
Certo feci una scuola abbastanza inutile ad oggi, ma all’epoca ci dissero che le aziende venivano alla scuola per cercare gli studenti migliori.
Non era vero un cazzo. Passai con il massimo dei voti, e durante gli anni scolastici mantenni sempre medie quasi massime. Non ebbi mai nessun contatto e dovetti arrangiarmi in altro modo. Imparai a fare il fornaio e lo feci per quasi 10 anni. Fu un’altra scuola, in parte anche di vita, non solo lavorativa.
Ci infarcisco ancora oggi i curricula comunque con quell’attestato. Anzi, ad oggi diciamo che non lo faccio più. Ma fino a due mesi fa…
Cosa centra col grembiule a scuola? Niente, ormai ho divagato, lo ammetto.
Ammetto anche che l’argomento mi è fisicamente completamente indifferente, non mi importa cosa portano i ragazzi a scuola, vorrei solo trovassero qualcuno che sia in grado di insegnar loro quello che il mio professore di tecnologia cercava di insinuarci, l’insegnare a vivere da adulti. E vorrei che questi ragazzi una volta tornati a casa trovassero una famiglia, un po’ come la mia, magari senza tante pretese, ma che se non altro aveva l’educazione come principio di base, cosa che ad oggi purtroppo manca fortemente, ma dopotutto siamo un po’ quello che è la nostra famiglia… difficile trovare l’opposto, anche se possibile.
Penso che l’argomento grembiule sia un po’ la solita cosa che fanno coloro che governano, e i giornali… parecchi… ovvero, occultare.
Coprire di cose con poco valore sociale/governativo, i problemi veri. E noi siamo ancora qui ad ascoltarli…
Penso che le persone possano cercare di esprimersi come e dove vogliano. Penso anche che LaProfe qualcuno la sfrutti un po’ a livello pubblicitario, ma se la lasciano parlare senza alterare il suo pensiero si può, secondo me, fare.
L’importante è che non vada al tg4.”
;-P
Noi riteniamo che queste verità siano di per se stesse evidenti, che tutti gli Uomini siano stati creati uguali e che il Creatore li abbia forniti di determinati Diritti inalienabili: fra questi la Vita, la Libertà, e la ricerca della Felicità. Al fine di garantire questi diritti, gli Uomini si sono dati dei Governi che derivano il loro giusto potere dal consenso dei governati. Quando una qualsiasi Forma di Governo opera per la distruzione di questi fini, è Diritto del Popolo mutarla o abolirla, istituendo un nuovo Governo…
Vorrei che la notte fosse una nuova dimensione, dove fare tutto ciò che il giorno non consente di fare, e vorrei che una porta segreta, tra notte e giorno, s’aprisse solo sfiorandola, con le labbra, nello stesso istante che le sue labbra, dalla parte opposta, sfiorino anch’esse quella magica porta. L’incontro delle due dimensioni, un nudo morbido contatto dell’anima, una carezza dopo l’altra, un miscuglio di sensi ad occhi chiusi, un soffio in assenza di vento, acqua nel deserto, libertà imprigionata. E scambio, scambio di ogni secondo tra le due forme, conoscenza comune di entrambe le parti e distacco dopo un breve gioire, dopo un’istante di vita, e magici rintocchi che colorano il sonno.
Volavi come una farfalla
incosciente dell’aria
librando piano
ali fragili
Un soffio di vento
una voce lontana
Ricadranno gli angeli?
Mi chiedi
ma non rispondo
osservo le acque calme
di un lago tranquillo
una goccia d’acqua
in un mare di lacrime
Seppelliremo candide piume
giocando a cadere
giocando a cadere
giocando a cadere
tra i figli del vuoto.
Ardono le carni dei dannati
sbranate da lupi di fuoco
Fauci fameliche assetate di sangue e grida
Nell’inferno degli stolti
L’ignoranza alimenta fiamme oscure
tarli urlanti divorano cervelli inutili
materie mollicce essenziali come spugne morte
che colmano vuoti cranici senza eco.
L’angelo dell’inferno gioca con le unghie aguzze
tra le carni dilaniate dal fuoco.
Dove sta la verità
nascosta in fotografie stracciate
rimettile insieme
i figli dannati dall’occhio stanco
odiano nuovamente i colori
baci che scorrono
su ruvide pelli
labbra insanguinate
e gocce di niente.
Bella questa canzone.
Mi piace come suona il testo. Mi piace il susseguirsi di queste parole.
A parte questo, c’è un velo di leggerezza da qualche ora a questa parte che ha iniziato a fluirmi in testa.
Finalmente.
Nella vita, nostra come in quella globale, intesa “Universale”, avvengono dei cambi di Era, spesso ciclici in questo caso, e altrettanto spesso un poco meno frequenti o ciclici se vogliamo, nella vita quotidiana.
Cosa voglio dire?
Beh, ieri è stato l’inizio, come quando la Terra trema, si… Terra intesa come pianeta, tanto per far capire la portata nel microcosmo quotidiano.
Di nuovo, cosa voglio dire?
Oggi, dopo tanti mesi di ricerche, di rifiuti (non spazzatura), di proposte poco attraenti e poco sfruttabili, dopo chiamate, mail e colloqui…
Oggi mi licenzio.
E sarà uno dei giorni migliori.
Quando cominciai a scorrere in rete lo feci con l’alias DarkFlame… la fiamma oscura, mi dava un senso di energia, qualcosa che bruciava dentro, la rabbia, la passione…
Ebbi la fortuna di conoscere persone splendide, con alcune intrattenevo discorsi in poesia, ed ogni giorno, data la distanza ci ritrovavamo a parlare di quanto fosse assurdo il mondo e di quanto fosse bella l’arte letteraria.
Con altre persone aleggiavo nell’ombra, la passione per l’oscurità, il dark e non il gotico, il non dormire per 36 ore di seguito per parlare, scherzare…
Il cercare un abbraccio.
Con altre persone persi la testa, ma durò solo un paio di giorni… eppure certe cose me le porto ancora adesso, e mi pento dei vaffanculo mai espressi.
Ma mi addoloro per il dolore che ho provocato altre volte.
E non vedere altro che nero, non sopportare altro oltre al nero, altro colore, altra luce… altro rumore.
Con altre persone ho scritto, raccontato, letto, espresso desideri ed illustrato sogni.
Mi mancano giusto un paio di cose però… una delle quale è scrivere qualcosa di decente da pubblicare.
…notte.